5 domande da porsi prima di iniziare ad utilizzare Pinterest

Posted on aprile 1, 2014 di

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Ti è mai capitato di ricevere una richiesta di un cliente che ti dice “Senti, dobbiamo assolutamente andare su Pinterest, dobbiamo iniziare ad utilizzare anche questo nuovo social, ci sono tutti!”? Se lavori in agenzia o sei un freelance, molto probabilmente sì.

Quindi, tralasciando il fatto che per il tuo cliente Pinterest sia (ancora) una novità – per carità, ci può stare – conviene mettere in chiaro alcuni punti per arginare l’entusiasmo dell’azienda che stai gestendo. Punti che ti aiuto a mettere nero su bianco attraverso alcune domande alle quali puoi rispondere (e sulle quali riflettere) insieme al tuo cliente. Vediamole insieme.

1. Sono realmente capace di utilizzare Pinterest?

Lo so che può sembrare una domanda banale e scontata, ma ti assicuro che non lo è. Un social media community manager tendenzialmente conosce tutti i canali, ma non sa utilizzarli ugualmente alla perfezione. È normale, il tempo a disposizione non è molto, quindi non è facile sperimentare. Come ovviare a tale problema?

Beh, ovviamente seguendo Pinterestitaly :), ma soprattutto dando sempre un’occhiata a tutte le risorse messe a disposizione da Pinterest stesso, come l’Help center, la sezione dedicata alle aziende, il suo blog.

2. L’azienda in questione si presta al visual storytelling?

Insieme a Instagram e Tumblr, Pinterest completa il “trittico” dei social visuali per eccellenza. Per presidiare bene ognuno di questi canali, bisogna avere un bel po’ di materiali grafici o fotografici da condividere nel medio-lungo periodo. Sei sicuro/a che l’azienda che stai gestendo abbia tanto materiale a disposizione?

Certo, non tutte le immagini da condividere sul canale devono essere di proprietà del brand, ma avere a disposizione un database proprietario può certamente facilitarti la vita.

3. Le persone che utilizzano Pinterest sono in target con l’azienda in questione?

Tra i vari elementi che si prendono in considerazione in una buona social media strategy, vi è sicuramente l’analisi del target. Analisi che consente poi di capire su quale canale andare per entrare in contatto con queste persone. Lo stesso avviene quando ci si accinge ad utilizzare Pinterest.

Sei certo/a che i clienti o prospect del brand con il quale collabori siano su Pinterest? Non è una domanda da poco conto, perché se la valutazione è sbagliata, l’investimento potrebbe rivelarsi fallimentare.

4. Che lingua devo utilizzare?

Ok, hai risposto positivamente a tutte le precedenti domande. Ora sei pronto/a ad aprire il profilo Pinterest dell’azienda. Prima di iniziare però ti consiglio di fermarti a riflettere su quale lingua “parlare”. Italiano, inglese, spagnolo?

Come ben sai, tutto dipende da una serie di fattori, come il mercato di riferimento del brand o ad esempio le presenze web e social (se una persona trova su Pinterest un’immagine condivisa da te con descrizione in inglese, ma poi viene reindirizzata su un website italiano, molto probabilmente non hai fatto la giusta scelta). Valuta con molta attenzione quale lingua utilizzare.

5. Ho il tempo necessario da investire su quest’altro canale?

Molto spesso i clienti pensano di poter avere la gestione di più social mantenendo lo stesso budget concordato magari per un solo canale. E a volte – pur di accontentare il cliente – si accettano le sue (improbabili) richieste. Prima di procedere con questa scelta, ti consiglio di riflettere a lungo su quanto segue: gestire un canale business su Pinterest non è un gioco da ragazzi.

Ci vuole moltissimo tempo a disposizione, perché la frequenza di pubblicazione è molto più alta rispetto ad altri social, come ad esempio Facebook. E come ben sai, nel nostro lavoro il tempo è una risorsa scarsissima (e quindi preziosa). Anche qui pondera bene la tua scelta prima di accettare.

Conclusioni

L’obiettivo di questo post era mostrarti che non tutti i brand sono adatti ad utilizzare Pinterest. Ci sono alcuni aspetti da prendere in considerazione prima di aprire una presenza business sul canale. Spero di averti dato qualche spunto interessante sul quale riflettere. Di’ pure la tua nei commenti 🙂

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