Tutto quello che devi sapere su Pinterest. Intervista a Futura Pagano

Posted on luglio 22, 2012 di

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Eclettica, sempre pronta a nuove sperimentazioni Futura Pagano è una “digital strategist and digital thinker”. Oltre a essere “cintura nera di tuffi a bomba dagli scogli” 🙂 Futura ha dato vita a diversi progetti in rete davvero interessanti e innovativi: ultimo arrivato è la “socialintervista”, una chiacchierata con gli influencer della rete su social media, SEO, blogging e tanto altro.

Ho deciso di intervistare Futura perché mi interessava capire la sua opinione riguardo a Pinterest e perché ero sicuro che i suoi consigli sarebbero stati utili per i lettori di questo blog.

Prima di iniziare, un piccolo consiglio: leggi l’intervista per intero perché alla fine c’è un esperimento al quale anche tu sei chiamato a prender parte 😉

1. Ciao Futura, iniziamo con una domanda diciamo a “volo d’uccello”: che idea ti sei fatta di Pinterest e cosa lo distingue dagli altri social secondo te?

Pinterest per me è una continua scoperta. Devo premettere che i social network sono una parte del mio lavoro di consulente di comunicazione web, ma anche una passione. Questo mix non può prescindere, quindi, dai miei gusti personali. Non sono una fan della prima ora della visual communication, amo molto il rapporto dialogico e i social che permettono di esprimere ed intessere relazioni più attraverso la “scrittura” che con le immagini. Questo non vuol dire però che io non ammetta la forza virale e attrattiva di social come Instagram e Pinterest.

Di quest’ultimo amo alcuni aspetti, come la facilità d’uso e di interazione tra utenti, la democraticità del contenuto, il potenziale creativo. Forse la caratteristica che lo differenzia, esaltandolo, dal resto è la “bellezza”: sia della piattaforma che dell’importanza al concetto di “bello” che risiede nel tipo di immagini condivise. Per bello intendo più un canone qualitativamente piacevole che di “soggetto”.

2. Dal punto di vista del personal branding, come consiglieresti di usare Pinterest ai nostri lettori?

Su questo non so se sono adatta a dare dei consigli, perché io stessa sto sperimentando con la mia bacheca board dedicate al personal branding. In realtà credo che la cosa dipenda da un fattore non banale: se a usare Pinterest è una persona, e non un brand, azienda o un soggetto “commerciale”, Pinterest è personal branding. Questo perché intendo per personal branding un modo di comunicare e condividere i propri gusti non solo raccontando qualcosa di noi stessi (storia, attitudini, esperienze professionali) ma anche condividendo e commentando qualcosa degli altri. Pinterest è perfetto per questo scopo, se non nato proprio ad hoc :).

Personalmente ho creato una board dedicata al mio blog, futurap, dove condivido immagini linkate ai nuovi post con una breve description, non dimenticando mai di “chiamare all’azione” la mia community, stimolandola al commento. Per quanto riguarda lo storytelling professionale, ero molto indecisa se creare una board “curriculum”, ma alla fine ho optato per una che raccoglie citazioni, menzioni, o articoli che parlano di me online. Questo per evitare l’autoreferenzialità e dimostrare che è interessante sapere quello che là fuori, in rete, dicono di te. Questa intervista, ad esempio, sarà pinnata in quella board 🙂

3. Grazie! Passiamo ora alle aziende che vogliono aprire un profilo su Pinterest. Ci dici, in pillole, tre cose da fare e 3 da non fare assolutamente?

Tre cose da fare: studiare altre case history di successo: il social è giovane ma già ben esplorato dai brand; usare la creatività e rischiare cose nuove: bene imparare dai best, ma il fattore novità “strategica” può essere vincente. Affidarsi ad un esperto competente: i social non sono un gioco, possono invece fare la differenza nella reputazione del marchio. Fare strategia di social media marketing non significa aprire un profilo su Facebook.

Le tre cose da non fare: usare Pinterest come il postalmarket di noialtri (citazione di Rudy Bandiera e il perché lo spiego nella risposta successiva), sottovalutare la qualità delle immagini, pinnare sempre ed esclusivamente il prodotto.

4. Secondo te, che tipo di cambiamenti potrebbe portare la “svolta e-commerce” su Pinterest? La dimensione ispirazionale è in pericolo se si inizia a dare un prezzo ai sogni?

Ho guardato con molto interesse alla “svolta e-commerce”, come tu la chiami, di Pinterest. Era un po’ naturale secondo me perché il mix “vetrina”, viralità del repin e immagini rende il social adattissimo a questa esigenza di mercato. Questo anche perché è molto complesso aprire un e-commerce ad hoc per un brand, e allo stesso tempo renderlo “sociale”. Gli open graph di Facebook credo faranno la differenza in questo senso.

Dare un prezzo ai sogni, in realtà diventa “negativo” quando si usa un social senza creatività e dimenticando i principi fondamentali del networking. Mi spiego meglio con un esempio: se sono un’azienda che produce capi d’abbigliamento artigianali e mi limito ad aprire Pinterest per pinnare foto di vestiti con il prezzo, al solo scopo di vendere, forse non avrò tanto successo. Questo perché non sto facendo niente di “social” nè di nuovo: sto usando Pinterest come un catalogo cartaceo, ma online.

Perché la mia “strategia” dovrebbe distinguersi? Se invece creo altre board dove racconto lo storytelling del marchio, dei fondatori, del processo di lavorazione, della giornata lavorativa dell’operaio, del brainstorming attorno ai disegni delle nuove collezioni, le sfilate, gli outfit da creare con accessori di altri brand o ideati dagli utenti, beh, forse in tutto questo anche la board e-commerce avrà un senso.

E ora un esempio tangibile: tempo fa mi scrive una lettrice di Futurap.com scrivendomi che per “svecchiare” e reinventare l’immagine e l’attività del negozio di design di famiglia stava sperimentando lo storytelling su Pinterest, e questo sfidando “i dubbi e le facce perplesse” di colleghi e familiari. Queste storie di rischi creativi e quotidiani di piccoli brand che credono in una comunicazione “altra” più delle grosse aziende votate al marketing, mi fanno ben sperare per il futuro. Secondo me il risultato è piacevolissimo, giudicate voi: http://pinterest.com/complementopn/.

5. Per finire, più che una domanda ti propongo un esperimento da fare insieme ai nostri lettori. Creiamo una board condivisa su Pinterest e decidi tu il tema 🙂

Ok, ci sto, mi piacciono le sfide. Avevo pensato ad una board dedicata alla “comunicazione” di un “evento tre punto zero”, che è il mio progetto di ricerca a cui sto lavorando e di cui troverete tutti i dettagli sul blog. Poi però ho pensato ad una cosa che fosse più social e coinvolgesse l’attivissimo network di futurap.com e i lettori di Pinterestitaly. L’ispirazione è nata da una mia neo-nata rubrica: il #ffuturap, una specie di Follow Friday dove ogni settimana consiglio al mio network account interessanti ed autorevoli tra blogger, professionisti ed opinionisti del mondo della comunicazione online.

Perché non creare una board con questo scopo? Si parla tanto di influencer come se fossero delle “categorie” dello spirito appioppate a degli alieni del web. In realtà tutti noi oggi, con un retweet, un repin, un commento, un like scegliamo i nostri “orientatori di opinione” e possiamo a nostra volta esserlo. Quindi la mia idea è di creare questa board condivisa con chiunque voglia parteciparvi, dove possiamo pinnare un contenuto di un blog, una foto di un “influencer” o l’icona dell’account Twitter che seguiamo con passione, e spiegare nella descrizione perché ci è sembrato interessante e lo consigliamo agli altri :).

Una specie di uso di Pinterest a metà tra il Follow Friday di Twitter e la mia board “Cool Blogs and Bloggers”. Vi piace? Iniziamo? Ogni venerdì sceglierò tre “consigli” tra quelli pinnati e li aggiungerò alla #ffuturap rubrica del blog con il titolo “i consigli della community”.

Sei pronto a prendere parte a questo esperimento social? Lascia il tuo indirizzo Pinterest nei commenti 😉

Ringrazio Futura per la bella intervista. Che il nostro esperimento abbia inizio!

Domenico Armatore

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Posted in: intervista, Pinterest